Turismo - Eventi
Arriva il turismo nell’ultimo paradiso: Due approdi da 1.200 e da 600 posti barca a Portopalo, già ristrutturata la fortezza di Capo Passero
Mi sono sempre chiesto come mai una zona bellissima come quella di Portopalo- Capo Passero sia rimasta fuori dai circuiti turistici. La sua rarità sta nel fatto che si trova all’estremità dell’Europa ed è un paesaggio talmente dolce ed un mare talmente smeraldino che si fatica a capire perché non sia stato ancora scoperto dai vacanzieri internazionali. Una volta se ne parlava, ed erano i tempi in cui imperava don Pietro Bruno di Belmonte, signore di fatto e d’animo, titolare della tonnara più vecchia del mondo, ma ora che lui è morto e che i tonni non passano più da queste parti, è calato il silenzio. Niente più mattanze spettacolari, niente più raìs e tonnaroti su quel mare blu che si tingeva di rosso del sangue dei «siluri marini». Il vecchio forte c’è ancora su quella lisca di scoglio dove si «appendeva» la tonnara di 2000 metri, i vecchi capannoni dove si lavorava il tonno ci sono ancora, ma deserti, ormai ricovero delle vecchie barche. Questo paradiso sconosciuto è rimasto intatto e silente nella sua stupefacente bellezza...
Forse è stato un bene preservarlo così, ma forse no, perché il turismo porta vita e denaro e si può anche morire di bellezze imbalsamate. Comunque qualcosa si sta muovendo e ci sono novità importanti: due porti turistici a Portopalo con realizzazione di villette a un piano con il verde, il ripristino del castello di Capo Passero, la bretella che dall’autostrada Siracusa-Ragusa- Gela porterà a Pachino e Portopalo. Ne parliano con il prof. Fernando Cammisuli, che è stato sindaco per due mandati sino al 9 giugno scorso e che ha curato i progetti con molto amore e molta attenzione al territorio. «A Portopalo ci saranno due porti turistici, uno di 600 posti barca nel molo di levante con tutta la sistemazione dei 150 pescherecci: da una parte ci saranno le imbarcazioni da turismo e poi sistemate con pontili tutte le imbarcazioni da pesca. La conferenza dei servizi ha approvato questo progetto e adesso sarà portato all’approvazione del sindaco. Quindi ci sarà la firma del progettista ing. Franco Nobile, originario di Pachino con studio a Siracusa, e poi la firma definitiva del presidente della Regione che rende il progetto cantierabile».
Chi farà questo primo porto turistico? Si parla dell’imprenditore Francesco Caltagirone che sta realizzando il porto turistico di Siracusa. «Può darsi, non è una cosa già definita. L’investimento dovrebbe andare sui 60 milioni di euro».
E l’altro porto turistico di Portopalo? «E’ questo il progetto più grosso che sta portando avanti la società Kappa di Roma e che riguarderà il molo di ponente. Qua l’investimento va sui 250 milioni di euro per un totale di 1200 imbarcazioni. Però ora questo progetto dev’essere approvato da un commissario mandato dall’assessore agli Enti locali, ma ancora non si sa chi sarà l’assessore e chi sarà il commissario. La necessità del commissario regionale sta nel fatto che i consiglieri comunali pur essendo a favore non possono decidere in quanto molti sono proprietari di terreni in zona. Nel project presentato dalla Kappa sono previsti anche alberghi e case. Sono grossi investimenti e credo di avere lasciato un buon patrimonio per sviluppare la zona».
A Capo Passero, dove c’era la proprietà di don Pietro Bruno di Belmonte, cos’è previsto? «C’è una società che vuole comprare la vecchia tonnara, anche il cosiddetto castello Tafuri. So che questa società , di cui farebbe parte anche Schumacker, è in trattative avanzate con Francesco Bruno di Belmonte, il nipote di don Pietro. Diciamo che si muove qualcosa, ma tutto con investimenti privati. Mi sono reso conto che coinvolgere gli enti pubblici è tempo perso, mentre il privato viene, compra, investe e realizza. Pensi che ho fatto un parco archeologico, un cine-teatro, una casa per anziani con i bandi di gara e hanno vinto i privati. E’ l’unica soluzione per rendere funzionali e funzionanti le strutture pubbliche».
Per quanto riguarda le strade per arrivare in zona, che sono sempre state un grosso handicap, come si può risolvere il problema? «Faccio parte del consiglio del consorzio autostradale, il famoso Cas, e sono responsabile della Siracusa-Gela. L’anno scorso si arrivava fino a Noto, però poi c’era tutto l’ingorgo, soprattutto d’estate, ora con l’uscita di Rosolini si convoglia almeno tutto il traffico per Ragusa. Quando venne fatto il progetto dell’autostrada alla fine degli anni 90 si dimenticarono l’esistenza di Pachino, Portopalo e zone limitrofe. Al momento del finanziamento del progetto si accorsero dell’errore, dopodiché o si bloccava tutto, oppure si trovava una soluzione alternativa. Dopo varie riunioni, anche con Nuccio Bono che allora era sottosegretario, si progetto una bretella che esce da Calabernardo a nord, scorre parallelamente alla strada Noto-Rosolini e va a sboccare poco prima di dove ci sono i mosaici del Tellaro. E quindi con un importo di 25 milioni s’è fatto il progetto della bretella e fra breve andrà in gara. Tempi di lavorazione tre anni, così dall’aeroporto di Catania a Portopalo basterà un’ora di macchina. Se pensa che da Fiumicino al centro di Roma ci si impiega molto di più converrà che è stato fatto un discreto lavoro».
Insomma, entro pochi anni l’area di Pachino- Portopalo-Capo Passero può diventare un polo turistico. «Le premesse ci sono anche perché abbiamo ristrutturato la fortezza sull’isolotto di Capo Passero. Ci sarà un servizio di battellaggio regolarmente autorizzato dalla Capitaneria e la zona sarà visitabile, non appartiene ai Bruno di Belmonte. La ristrutturazione è stata fatta dalla Soprintendenza di Siracusa. La fortezza diverrà un museo con tutto quello che è stato trovato e per l’illuminazione è stato realizzato il fotovoltaico. Ci sarà un sistema di allarme e un sistema di controllo per gli impiegati che dovranno stare sul posto. Nei saloni si potranno tenere convegni di un certo livello perché questo è un luogo unico al mondo. Con il soprintendente Mariella Muti si farà presto l’inaugurazione, anche se un po’ mi dispiace di non avere fatta l’inaugurazione in tempo nel corso della mia sindacatura».
FONTE: La Sicilia ( Edizione del 17-06-2009 )
