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Cultura - Scienza

Progetto Nemo KM3 Portopalo di Capo PasseroPORTOPALO . Ultimato il primo passo, con il posizionamento di una torre di 600 metri, ancorata a duemila metri di profondità al largo della costa sudorientale siciliana, procede l’iter di costruzione del telescopio sottomarino denominato «Km3» per l’osservazione dei neutrini, particelle provenienti dai luoghi più remoti del cosmo. Il posizionamento della torre sancisce la fine della fase 2 del progetto «Nemo», l’osservatorio sottomarino per i neutrini dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Le operazione sono state effettuate una settimana fa a largo di Catania. La torre è stata calata da una nave con monitoraggio e riprese filmate effettuate da un robot sottomarino dell’Infn. Il progetto Nemo vede impegnati circa ottanta ricercatori italiani. L’obiettivo è la progettazione, realizzazione e validazione di prototipi dei componenti chiave per un progetto internazionale ancora piu’ ambizioso: il telescopio sottomarino Km3. Il successo delle operazioni di posa e apertura della torre Nemo, adottata anche dalla comunità internazionale come modulo base del telescopio da installare nel Mediterraneo, ha costituito un’importante verifica del progetto e apre la strada alla fase di costruzione.

La struttura di Nemo è tenuta in posizione verticale da una boa di superficie. Sulla torre si trovano 80 sensori che hanno il compito principale di fotografare i lampi prodotti nei processi di interazione con l’acqua dai neutrini di altissima energia. Queste particelle provengono da zone remote dell’Universo, attraversano la Terra e sbucano dal fondale marino per continuare la loro corsa. Grazie al successo delle operazioni di posa e apertura della torre Nemo, sarà presto installata a 3500 metri di profondità una torre completamente equipaggiata presso la stazione sottomarina di Capo Passero (che presenta caratteristica ottimali dell’acqua come l’estrema trasparenza e l’assenza di bioluminescenza) e invierà i dati raccolti alla stazione di terra, nell’area portuale di Portopalo, tramite un cavo elettroottico di 100 chilometri già in funzione. Il telescopio costituirà un’importante struttura di ricerca multidisciplinare che permetterà l’installazione a profondità abissali di stazioni per il monitoraggio di maremoti e terremoti.
SERGIO TACCONE

FONTE: La Sicilia ( Edizione di Siracusa del 21-02-2010 )



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