Società - Economia & Lavoro
PORTOPALO. Vivere con 300 euro in un mese, avendo moglie e due figli a carico? Definendo impossibile questa impresa, si corre il rischio di incappare in errore. E’ la realtà , infatti, che vivono non pochi pescatori che in inverno, alla cronica crisi di un settore boccheggiante da anni, aggiungono anche l’ostacolo determinato dal maltempo. «Da circa un mese a questa parte avrò fatto tre, quattro giorni di lavoro, - afferma un pescatore portopalese - che tradotti in denaro equivalgono a non più di trecento euro. Fermo restando le spese fisse che purtroppo non si fermano». Una situazione che crea molti grattacapi, soprattutto quando hai degli impegni da onorare mese per mese, dal mutuo, se hai la fortuna di possedere una casa, all’affitto. Come si arriva a fine mese in queste condizioni.
«Con tante privazioni, una vota quasi monastica, rinunciando a qualsiasi forma di svago e chiedendo che anche i tuoi figli si adeguino perché altrimenti si corre il rischio di non poter coprire le spese necessarie ed irrinunciabili». Situazioni tutt’altro che rare in tempi di crisi come l’attuale e non da ora. I giovani, soprattutto per questo, fuggono da questo settore, cercando altrove quelle fonti di guadagno che la pesca ormai non può nemmeno lontanamente assicurare. Così, come nel caso di Salvatore e Graziano, si punta sulla formazione per potersi collocare con maggiore forza sul mondo del lavoro, anche in ambito marittimo. «Stiamo seguendo un corso ad alta specializzazione - affermano - e fra poco avremo gli esami di qualifica. Speriamo di poter lavorare in ambito marittimo come ufficiali. E tutto ciò al termine di un ciclo di studi molto impegnativo e della durata di 500 ore». E di formazione, non da adesso, si parla anche nell’ambito della marineria portopalese. I pescatori, anche i più anziani, hanno avviato un percorso di riqualificazione che, quando non necessario, indica l’impegno di trovare nuove strade per resistere in un settore che demotiva non poco. Basti pensare al livello di prezzo del pesce fresco che arriva a Portopalo, fermo da anni allo stesso punto. «Solo la crisi non si ferma - aggiunge un armatore locale - ma siamo obbligati a sperare che il vento cambi da un punto di vista economico».
SERGIO TACCONE
Fonte: La Sicilia ( Edizione di Siracusa del 20-01-2010 )