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Società - Economia & Lavoro

Pesca - Porto di Portopalo di Capo PasseroConcesso al comparto ittico siciliano lo stato di calamità naturale. E’ stata pubblicata martedì scorso, nel sito internet del Dipartimento Regionale Siciliano della Pesca, la circolare contenente anche lo schema di domanda per consentire ai pescatori ed agli armatori di ottenere le provvidenze economiche previste dalla legge 33/1998 che assegna alle marinerie, per la prima volta, l’istituto della calamità naturale. Le domande, secondo quanto precisato dallo stesso dipartimento regionale della pesca, vanno presentate entro trenta giorni dalla data di pubblicazione, alle competenti Capitaneria di Porto. Stando a quanto previsto dalla normativa in questione, per le calamità naturali dell’anno 2009, sono stati accantonati 35 milioni di euro. «Si tratta - ha affermato l’assessore regionale alla Pesca, Titti Bufardeci - dell’ultimo passaggio tecnico che, in accordo con le Capitanerie di Porto, consente di liberare concretamente le risorse stanziate dal governo regionale».

E’ la prima volta, dopo 11 anni, che succede questo. Un’ottima novità per i lavoratori del mare siciliani, che attendevano questo delicato passaggio, in un momento di grave crisi dell’intero comparto ittico. Intanto, verrà pubblicato il prossimo 12 febbraio, sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, il bando del dipartimento Pesca dell’assessorato regionale alle Risorse agricole e alimentari riguardante i «piani di gestione locali». Il bando sblocca 5 milioni di euro per il periodo 2007-2010. Beneficeranno di questi contributi i consorzi di imprese di pesca e le organizzazioni di produttori (Op) riconosciute. Si potranno presentare progetti pluriennali, della durata massima di tre anni, destinati a una gestione sostenibile degli ambienti marini e alla tutela delle risorse ittiche. L’avvio dei Piani di gestione, come specificato dall’assessore regionale Bufardeci, «attiene a una seconda fase di programmazione del settore. L’obiettivo - ha proseguito l’assessore regionale - è ristrutturare attraverso i Piani l’intero segmento produttivo a partire dalle filiere, incentivando la costituzione di consorzi come modelli di sviluppo capaci di utilizzare in modo sinergico i benefici del programma operativo del Fep, il fondo europeo della pesca». L’obiettivo, secondo quanto specificato da Titti Bufardeci, è l’ammodernamento dell’intero settore a livello locale e la salvaguardia dell’occupazione e del reddito dei pescatori. Sarà finanziato un solo piano per ognuna delle aree individuate dagli stessi progetti presentati, con un contributo pubblico pari al 100% della spesa ammessa.
SERGIO TACCONE

FONTE: La Sicilia ( Edizione di Siracusa del 04-02-2010 )



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