Società - Economia & Lavoro
PORTOPALO. I giorni di festa, in un periodo di grave crisi economica come l’attuale, assumono per parecchie famiglie un sapore amaro. A Portopalo, le difficoltà dei settori trainanti dell’economia locale (pesca e agricoltura) sono palesi. In tanti non arrivano nemmeno alla terza settimana del mese. Senza il supporto di anziani con le loro pensioni e di un sistema di credito basato spesso sulla fiducia, parecchie famiglie non riuscirebbero a garantirsi il sostentamento minimo. I pescatori, soprattutto gli operatori della «piccola pesca», sono quelli che soffrono di più la crisi. «Prezzi di vendita del pesce bassi, costi fissi in aumento, come la nostra disperazione», è questo il refrain di molti marinai.
E se il mare piange, la terra non ride. I livelli elevati garantiti per parecchi anni dalla produzione del pomodoro, sono ormai un vago ricordo e diverse imprese non hanno ripreso la produzione. Il turismo? Ancora troppo debole per sperare di andare oltre l’estate che, oltretutto, se prima garantiva entrate sufficienti ad attraversare indenni il lungo letargo invernale, oggi ha visto ridursi gli utili a causa della crisi generale che ha abbassato i consumi anche nell’ambito vacanziero. Per il cenone di fine-inizio anno i prezzi sono piuttosto contenuti. C’è chi è passato da euro 60 (costo a persona per un cenone di San Silvestro) ad euro 35. Strategie per attrarre clienti in tempi di ristrettezze economiche. Come cantava Ruggeri, il futuro è un’ipotesi ma guai a piangersi addosso.
SERGIO TACCONE
Fonte: La Sicilia ( Edizione di Siracusa del 30-12-2009 )