Cultura - Tradizioni
Lo spazio temporale che va dalla Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo ed alla Domenica di "Resurrezione" in Sicilia si presentano come una sequenza narrativa della commemorazione religiosa cristiana. La Domenica delle Palme, a Gangi, viene recitata con una grande processione di confraternite, con gli stendardi e le tradizionali casacche che accompagnano un Gesù giovinetto, a dorso di mulo, che si dirige verso la Piazza del Sagrato della Matrice rappresentando ritualmente l'ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Grandi pale di palma e l'ulivo intrecciato, sono segni di un clima festoso: tradizione vuole che per la "Domenica delle Palme" si sfoggi un abito nuovo. Ma dopo non sarà più permesso divertirsi, " il trapassu" obbligherà al digiuno, nel tempo di Passione, di almeno tre giorni.Il mercoledì successivo, a Caltanissetta, si svolge l'importante rituale della «Real Maestranza» che consacra l'uomo ed il suo lavoro. In strada "maestri d'arte" (muratori, pittori, carpentieri, calzolai, fabri, barbieri ,idraulici, etc...) saranno rigorosamente in abito nero, camicia bianca e papillon nero.
Sfileranno dietro il loro capitano, l'artigiano, che per un giorno li rappresenta tutti. Nel pomeriggio la palese laicità del cerimoniale si stempera nel sentimento religioso della Processione delle cosiddette "varicedde", piccoli gruppi di gesso e cartapesta che sfilano all'imbrunire sul percorso delle "Vare", cioè sul tragitto in cui il giorno dopo seguiranno i sedici imponenti gruppi statuari della processione maggiore. Altrettanto famosa, se non di più e parimenti incentrata sul corteo dei gruppi scultorei affidati anch'essi a dei ceti, è la "Processione dei Misteri" di Trapani che si svolge il Venerdì Santo: sono 20 "vare", pesanti ognuna quasi una tonnellata, che i portatori accompagnano lungo un percorso, reso sacro dalla tradizione, fin dall'uscita dalla Chiesa del Purgatorio con un andamento dondolante, "l'annacata", fatto di fatica e di sudore, accompagnato dalla struggente musica delle Bande.
A Portopalo di Capo Passero tutto inizia il giovedì nella chiesetta di San Gaetano con la Santa messa e "la lavanda dei piedi". Seguono poi, " 'u lamientu" e le "lamentazioni" cioè tutta una serie di forme etnomusicali ed etnopoetiche che confortano l'azione processionale e vocalmente richiamano il tempo della Passione e Morte, accentuandone il pathos narrativo. Il Sabato santo è giorno di riflessione anche se a mezzanotte, inserita nel rito eucaristico, avviene la Calata della Tela che sancisce la Resurrezione e tradizione vuole che ai bambini come augurio si dica:"crisci ranni"(cresci grande).
Infine è la Domenica di Pasqua: un pò dovunque, alle 12, nelle piazze dei Comuni dell'Isola, si rappresenta l'incontro di Maria, libera dalle insegne del lutto, con Gesù risorto. Questa manifestazione detta la Paci (ma anche la "Junta", oppure "n'Ncontru" a seconda delle zone) è di grande suggestione. In conclusione con la varietà e la molteplicità delle tradizioni,festeggiare la pasqua in sicilia significa " vivere le tradizioni".
( V.C. )
INCONTRO-DIBATTITO: CNA incontra il CENACO TERRANOBILE
Aula consiliare del comune di Portopalo di Capo Passero alle ore 18.30 del 24Â MARZOÂ 2010.
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